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La storia della carne

La storia della carne

Fin dai tempi antichi la carne era considerata il cibo ideale per tutti, l’alimento energetico per eccellenza, poiché nutriva guerrieri e potenti. Anche i poveri ne mangiavano in abbondanza finché la selvaggina era a disposizione di tutti.
Da quando fu istituita la riserva di caccia nei vari principati, quei territori furono riservati alle classi nobili. Da allora al popolo non rimase altro che sognarla e farla diventare “culto”.
Quello era il tempo in cui si diceva che i legumi erano “la carne dei poveri” con chiaro riferimento al contenuto energetico della carne.
La cultura monastica esaltava ancora di più il valore della carne, che assumeva per la gente comune il significato di piatto “principe”. L’astenersi dal mangiarla aveva il significato di “penitenza” e la cosa da cui ci si asteneva diveniva fonte di desiderio.
“Il piacere della carne” era un concetto presente nella cultura e comprendeva tutto ciò che l’uomo poteva desiderare; fonte di culto, forza fisica e sensualità.
Dopo aver introdotto il significato della carne per gli antenati, parlerò ora del metodo di macellazione nella storia.
La pratica della macellazione, fu introdotta in Italia dai longobardi nel 500 d.C..
Data la diversa conformazione, il territorio italiano avrà carni suine al nord e carni ovine nel centro sud.
Nel medioevo ( 1300 d.C. ) gli animali erano uccisi e macellati direttamente davanti alle macellerie e papa Gregorio terzo emanò un’ordinanza che vietava il consumo delle carni equine accusate di “corrompere il sangue e provocare la lebbra”: in realtà si voleva contrastare i sacrifici visti come riti pagani.
Nel 1800 nascono in Germania e Francia le prime norme igieniche per le carni: con il divieto di macellare vitelli di età inferiore a tre settimane e definitivamente abolito il divieto di consumare carni di cavallo. Sono istituiti i primi mattatoi in piena efficienza lontano dai centri urbani, con ispezioni sanitarie secondo precise regole.

Estratto dall’introduzione della Tesi di Laurea di “Matteo Barbieri”

riccardo lorenzetti

Direttore Commerciale

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